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Relativo

ὅς, ἥ, ὅ

Il quale, che. Sempre accentato e con spirito aspro: non va confuso con l’articolo (ὁ, ἡ, οἱ, αἱ atoni). Concorda con l’antecedente in genere e numero, ma prende il caso richiesto dalla sua funzione nella relativa.

Declinazione

singolare
casomaschilefemminileneutro
Nom.ὅς
Gen.οὗἧςοὗ
Dat.
Acc.ὅνἥν
plurale
casomaschilefemminileneutro
Nom.οἵαἵ
Gen.ὧνὧνὧν
Dat.οἷςαἷςοἷς
Acc.οὕςἅς
duale
casomaschilefemminileneutro
Nom.
Gen.οἷναἷνοἷν
Dat.οἷναἷνοἷν
Acc.

Usi del relativo

Ellissi dell’antecedente

Il relativo, spesso appoggiato a un dimostrativo antecedente (τόνδε, ἐκεῖνον…), equivale a «colui che»; quando l’antecedente è sottinteso, il relativo lo ingloba assumendo valore sostantivato («chi, ciò che»).

Ἀλκιβιάδης καλεῖ (τόνδε) ὃς νομίζεται Μάριος.

«Alcibiade convoca colui che è chiamato Mario.»; il dimostrativo antecedente (τόνδε) è sottinteso e nella frase non compare: va integrato.

Prolessi dell’antecedente

La proposizione relativa precede la reggente ed è ripresa (o anticipata) da un dimostrativo. In italiano si scioglie posticipando la relativa.

ἃ ποιεῖς, ταῦτα ἐπαινῶ.

«Approvo le cose che fai.» (lett. «le cose che fai, queste approvo»); la relativa ἃ ποιεῖς precede ed è ripresa da ταῦτα.

Nesso relativo

All’inizio di periodo, dopo una pausa forte, il relativo non introduce una subordinata ma equivale a un dimostrativo coordinato (= καὶ οὗτος, ὁ δέ). Si traduce con un dimostrativo: «e questo, ma egli, ora costui…».

ὃς νομίζεται Μάριος.

«Questo si chiama Mario.»; ὃς a inizio di frase vale «questo, costui».

Attrazione diretta

Si verifica quando il relativo, che dovrebbe essere all’accusativo, è attratto nel caso del sostantivo a cui si riferisce (di norma genitivo o dativo), o nel caso di un dimostrativo sottinteso.

ἀπολαύει τῶν ἀγαθῶν ὧν (= ἅ) ἔχει.

«Gode dei beni che possiede.» — ὧν (genitivo) è attratto da τῶν ἀγαθῶν, invece dell’accusativo ἅ.

Attrazione inversa

Si verifica quando il relativo attrae nel proprio caso il sostantivo (antecedente) a cui si riferisce.

τὴν οἰκίαν (= ἡ οἰκία) ἣν ἔχω, καλή ἐστιν.

«La casa che ho è bella.» — τὴν οἰκίαν (accusativo) è attratto nel caso del relativo ἥν, benché sia soggetto di ἐστίν (ci si aspetterebbe ἡ οἰκία).