Proclitiche ed enclitiche
le parole senza accento proprio
Alcune parole non portano accento: si pronunciano insieme a quella vicina, formando con essa un’unica parola fonetica. Le proclitiche si appoggiano alla parola che segue, le enclitiche a quella che precede — e appoggiandosi possono farvi spuntare un secondo accento.
Le proclitiche
Quali sono
Sono dieci in tutto, tutte parole brevissime e frequentissime: si riconoscono appunto dal fatto che non hanno accento.
| categoria | parole |
|---|---|
| articolo | ὁ, ἡ, οἱ, αἱ |
| preposizioni | ἐν, εἰς (ἐς), ἐκ (ἐξ) |
| congiunzioni | εἰ, ὡς |
| negazione | οὐ (οὐκ, οὐχ) |
Quando prendono l’accento
Restano atone, ma l’accento lo prendono in tre casi: la negazione οὐ vale «no» da sola o in fine di frase, e allora si scrive οὔ; ogni proclitica prende l’acuto se è seguita da un’enclitica (εἴ τις «se qualcuno»); ὡς porta l’accento quando segue la parola cui si riferisce (θεὸς ὥς «come un dio»).
Le enclitiche
Quali sono
Si citano qui senza accento, perché normalmente non ne hanno. Da non confondere con gli interrogativi corrispondenti, che sono parole toniche e l’accento lo tengono sempre: ποῦ; «dove?», πότε; «quando?», πῶς; «come?».
| categoria | parole |
|---|---|
| pronomi personali atoni | μου, μοι, με · σου, σοι, σε · οὗ, οἷ, ἕ |
| pronome indefinito | τις, τι in tutti i casi: τινος, τινι, τινα, τινες, τινων… |
| avverbi indefiniti | που, ποθεν, ποτε, πως, πη |
| particelle | γε, τε, τοι, περ, νυν, κε(ν) |
| verbi | l’indicativo presente di εἰμί e φημί, tranne la 2ª sing. εἶ e φῄς |
Come si accenta la parola che precede
L’enclitica perde il proprio accento e in un certo senso lo scarica sulla parola che la precede. Che cosa succede dipende da come questa è accentata: le proparossitone e le properispomene, che hanno l’accento lontano dalla fine, ne ricevono un secondo sull’ultima.
| la parola che precede è… | che cosa le succede | esempi |
|---|---|---|
| ossitona | tiene l’acuto (non passa al grave) | ἀγαθός τις — un tale buono |
| perispomena | non cambia nulla | ὁρῶ σε — ti vedo |
| parossitona | non cambia; l’enclitica di due sillabe tiene il proprio accento | λόγος τις — un discorso · λόγος ἐστίν — è un discorso |
| proparossitona | prende un secondo accento acuto sull’ultima | ἄνθρωπός τις — un uomo · ἄνθρωποί εἰσιν — sono uomini |
| properispomena | prende un secondo accento acuto sull’ultima | δῶρόν τι — un dono · σῶμά ἐστιν — è un corpo |
Tre cose da sapere
Quando le enclitiche sono più d’una di seguito, ciascuna scarica l’accento su quella che la precede e solo l’ultima resta atona: εἴ τίς τι λέγει («se qualcuno dice qualcosa»). L’enclitica torna tonica quando è in rilievo o dopo una preposizione, e allora si usano le forme piene ἐμοῦ, ἐμοί, ἐμέ al posto di μου, μοι, με. Infine ἐστί diventa ἔστι, con l’accento sulla prima sillaba, quando sta in principio di frase, quando significa «c’è, esiste», e dopo οὐκ, εἰ, ὡς, καί, ἀλλά, τοῦτο.